“Vorrei andare. Vorrei parlare. Ma e se poi mi blocco?”
Quando la paura di balbettare inizia a influenzare le scelte sociali, anche situazioni semplici possono diventare difficili. Scopri come riconoscere l’evitamento e ritrovare spazio per ciò che vuoi davvero vivere.
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Una cena, una festa, un aperitivo, una nuova conoscenza, una telefonata, un gruppo di persone. Situazioni normali della vita quotidiana possono diventare difficili quando la paura di balbettare entra nelle decisioni.
All’inizio può sembrare una scelta occasionale, poi può diventare un’abitudine e lentamente la domanda non è più:
“Mi va di andare?”
Ma:
“E se poi devo parlare?”
In questo articolo
- Quando la balbuzie influenza la partecipazione sociale
- “E se mi chiedono di presentarmi?”
- Il problema non è stare da soli
- Quando l’evitamento diventa automatico
- Recuperare la partecipazione
- Da dove iniziare?
Quando la balbuzie influenza la partecipazione sociale
La balbuzie non riguarda soltanto il modo in cui una persona parla. Per alcune persone può influenzare anche la partecipazione alle situazioni sociali. Potresti:
- evitare di conoscere persone nuove;
- parlare meno nei gruppi;
- non raccontare qualcosa che vorresti condividere;
- evitare di ordinare al telefono;
- lasciare che sia qualcun altro a parlare;
- rinunciare a una serata;
- evitare situazioni in cui dovresti presentarti.
Il punto non è quante di queste cose fai, è quanto la paura sta restringendo le tue possibilità.
“E se mi chiedono di presentarmi?”
Una situazione apparentemente banale.
“Come ti chiami?”
“Di cosa ti occupi?”
“Da dove vieni?”
Per molte persone sono domande automatiche, per chi teme una determinata parola o il proprio nome, possono diventare momenti molto anticipati. La risposta può essere preparata mentalmente ancora prima che arrivi la domanda e così una conversazione che dovrebbe essere spontanea può trasformarsi in una sequenza di strategie:
- Cosa dirò?
- Quale parola userò?
- E se mi blocco?
- Come posso evitarla?
Il problema non è stare da soli
Avere bisogno di tempo per sé non è un problema e non tutte le persone che balbettano vivono difficoltà nella vita sociale. La questione diventa diversa quando rinunci a qualcosa che vorresti fare esclusivamente per paura di balbettare, questa distinzione è importante.
Non:
“Preferisco non uscire.”
Ma:
“Vorrei uscire, ma non vado perché temo di dover parlare.”
La seconda frase ci dice qualcosa di molto diverso.

Quando l’evitamento diventa automatico
Potresti iniziare evitando una situazione specifica, poi imparare che evitarla porta sollievo. La volta successiva sarà più facile scegliere di non affrontarla e lentamente alcune possibilità possono restringersi.
Non è una regola universale, ma può essere un meccanismo importante da osservare.
PAURA
↓
EVITAMENTO
↓
SOLLIEVO
↓
MAGGIORE DIFFICOLTÀ
↓
NUOVO EVITAMENTO
Recuperare la partecipazione
L’obiettivo non deve necessariamente essere diventare la persona più loquace del gruppo. Può essere molto più semplice dire ciò che vuoi dire, fare una domanda, conoscere una persona, ordinare qualcosa, raccontare una storia, partecipare a una conversazione
anche sapendo che potresti balbettare.
La libertà non consiste nel garantire che ogni conversazione sarà fluente, consiste nel poter decidere di partecipare.

Da dove iniziare?
Può essere utile osservare le situazioni che hai iniziato a evitare, non per giudicarti, ma per capire. Puoi chiederti:
- Quali situazioni evito?
- Cosa temo possa succedere?
- Quale parola o momento mi preoccupa?
- Cosa faccio per proteggermi?
- Cosa vorrei fare se non avessi questa paura?
Le risposte possono aiutare a comprendere quanto la balbuzie stia influenzando la tua vita sociale.
La paura di balbettare non dovrebbe decidere dove puoi andare, con chi puoi parlare o a cosa puoi partecipare.
Scopri come lavorare sull’evitamento e ritrovare maggiore libertà nella tua vita sociale.
