“Voglio smettere
di balbettare.”
Quando una persona decide di iniziare un percorso, il desiderio di parlare con maggiore facilità è comprensibile. Ma lavorare sulla balbuzie può significare guardare alla comunicazione in modo molto più ampio.
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È probabilmente una delle prime cose che una persona può dire quando decide di chiedere aiuto ed è comprensibile.
Dopo anni passati a sperimentare blocchi, ripetizioni, parole evitate e situazioni difficili, desiderare di parlare con maggiore facilità è assolutamente naturale, ma il lavoro sulla balbuzie può essere molto più ampio.
In questo articolo
- Non esiste un unico obiettivo
- Si lavora soltanto sulla fluenza?
- Non esiste una tecnica magica
- “Quindi devo accettare di balbettare?”
- Lavorare sulla comunicazione nella sua complessità
- Il vero obiettivo?

Non esiste un unico obiettivo
Ogni persona arriva con una storia diversa. Per qualcuno il problema principale può essere il lavoro, per un’altra persona le telefonate, per qualcun altro ancora parlare davanti a un gruppo. Potrebbe esserci chi vuole smettere di evitare determinate parole, chi vuole sentirsi più libero nelle relazioni, chi vuole semplicemente capire meglio cosa succede quando parla.
Per questo un percorso dovrebbe partire dalla persona e dai suoi obiettivi.
Non esiste un punto di partenza identico per tutti
Si lavora soltanto sulla fluenza?
Non necessariamente. La terapia può prendere in considerazione diversi aspetti della comunicazione e dell’esperienza individuale a seconda delle necessità possono essere esplorati:
Parlato
Blocchi
Tensione
Pensieri
Strategie
LA PERSONA E LA SUA COMUNICAZIONE
Paura
Evitamento
Situazioni
Partecipazione
Obiettivi
Non esiste una tecnica magica
Non esiste quindi una singola “tecnica magica” valida per tutti. Un percorso può essere costruito considerando:
- la storia della persona;
- le sue difficoltà;
- le situazioni che vive come più impegnative;
- le strategie che utilizza;
- gli obiettivi che desidera raggiungere.
La stessa balbuzie può avere significati e conseguenze diverse per persone diverse, ed è anche per questo che non avrebbe senso immaginare un unico percorso identico per tutti.
“Quindi devo accettare di balbettare?”
È una domanda importante e merita una distinzione. Accettare non significa arrendersi. Non significa:
“Non posso migliorare.”
Può significare smettere di considerare ogni blocco come un fallimento, può significare riuscire a comunicare anche quando la fluenza non è perfetta, può significare affrontare situazioni che oggi eviti e contemporaneamente lavorare sul parlato e sulle strategie che possono essere utili.
Accettazione e cambiamento non sono necessariamente opposti, ma possono convivere nello stesso percorso.
Lavorare sulla comunicazione nella sua complessità
Un percorso non riguarda soltanto ciò che accade nel momento in cui una persona balbetta. Può riguardare anche ciò che accade prima di parlare:
- Le aspettative
- L’anticipazione
- La paura
- La preparazione delle parole
Durante una situazione comunicativa:
- L’attenzione al parlato
- Le strategie
- I blocchi
- La tensione
- Il tentativo di controllo
Dopo:
- Il modo in cui interpreti ciò che è successo
- Ciò che pensi di te
- Le conclusioni che trai
- Le situazioni che potresti decidere di evitare in futuro.
Il vero obiettivo?
Dipende dalla persona, ma spesso una domanda interessante è:
“Cosa vorresti tornare a fare liberamente?”
Perché forse il risultato più importante non è parlare senza mai balbettare, forse è poter dire ciò che vuoi dire, nella situazione in cui vuoi dirlo, alla persona con cui vuoi parlare senza lasciare che la paura della balbuzie scelga al posto tuo.

Vuoi capire quale percorso può essere più adatto alla tua esperienza?
Ogni persona vive la balbuzie in modo diverso. Per questo il punto di partenza può essere comprendere la tua esperienza, le situazioni che vivi come più difficili e ciò che vorresti riuscire a fare con maggiore libertà.
