“Ormai sono adulto. Ha ancora senso fare logopedia?”
Sì. Non esiste un momento oltre il quale sia troppo tardi per chiedere aiuto. La domanda importante non riguarda l’età, ma ciò che la balbuzie sta influenzando oggi nella tua comunicazione e nella tua vita.
Tempo di lettura: 5 min
“Ormai sono adulto. Ha ancora senso fare logopedia?”
Sì. La balbuzie può accompagnare una persona anche nell’età adulta e non esiste un momento oltre il quale sia “troppo tardi” per chiedere aiuto. La domanda più importante non è:
“Quanto sono grande?”
Ma:
“Che cosa sta succedendo oggi nella mia comunicazione?”
In questo articolo
- Non conta soltanto quanto balbetti
- Quanto spazio occupa la balbuzie?
- Quando può essere utile una valutazione?
- E se ho già fatto logopedia?
- Cosa succede durante un percorso?
- Non esiste una terapia identica per tutti
- Non devi aspettare di essere “abbastanza balbuziente”
- Da quale domanda può iniziare un percorso?

Non conta soltanto quanto balbetti
Immagina due persone:
– Persona A, balbetta frequentemente, ma parla senza particolari limitazioni;
– Persona B, balbetta meno ma evita:
- telefonate;
- presentazioni;
- parole;
- situazioni sociali.
Non possiamo capire quale delle due stia vivendo una difficoltà maggiore semplicemente contando i blocchi, dobbiamo guardare anche all’impatto sulla vita.

Quando può essere utile una valutazione?
Può essere utile rivolgersi a un logopedista quando:
- la balbuzie ti crea difficoltà nella vita quotidiana;
- eviti situazioni comunicative;
- cambi continuamente parole;
- hai paura di parlare al telefono;
- fai fatica durante presentazioni o riunioni;
- senti che la balbuzie condiziona il lavoro;
- temi il giudizio degli altri;
- pensi molto a come parlare;
- vuoi semplicemente capire meglio la tua situazione.
Non è necessario aspettare che il problema diventi “grave”.
La domanda può essere molto più semplice:
La balbuzie sta occupando più spazio di quello che vorrei nella mia vita?
E se ho già fatto logopedia?
Anche un percorso precedente è importante, ma la persona che sei oggi potrebbe avere esigenze molto diverse rispetto a qualche anno fa. Potresti avere:
- nuovi obiettivi;
- un nuovo lavoro;
- nuove responsabilità;
- nuove situazioni comunicative.
E potresti voler affrontare aspetti che in passato non erano stati affrontati, per questo una nuova valutazione può partire da una domanda molto semplice:
“Cosa ti porta qui oggi?”

Cosa succede durante un percorso?
l primo passo è comprendere la persona, non come un processo rigido, ma come una rappresentazione del fatto che il percorso parte dalla comprensione dell’esperienza individuale.
La persona
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La sua storia
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La sua comunicazione
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Le sue difficoltà
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Le sue strategie
↓
I suoi obiettivi
Non esiste una terapia identica per tutti
Ogni persona può avere obiettivi diversi. Per qualcuno può essere importante affrontare le telefonate, per un’altra persona parlare davanti a un gruppo, per qualcun altro ridurre l’evitamento o semplicemente capire meglio il proprio modo di vivere la balbuzie. Il percorso dovrebbe essere costruito sulla persona e su ciò che per lei ha realmente valore.

Non devi aspettare di essere “abbastanza balbuziente”
Non serve dimostrare di balbettare abbastanza, non serve arrivare al punto di non riuscire più a telefonare, non serve aspettare che la situazione peggiori. Se senti che la balbuzie sta occupando più spazio di quello che vorresti nella tua vita, puoi iniziare da una valutazione.
Da quale domanda può iniziare un percorso?
La prima domanda non deve necessariamente essere:
“Come faccio a smettere di balbettare?”
Può essere:
“Come vorrei sentirmi quando parlo?”
Da questa domanda può iniziare un percorso, perché, prima ancora di stabilire una tecnica o un obiettivo, può essere importante capire che cosa vorresti poter fare, dire o vivere con maggiore libertà.
Ti stai chiedendo se un percorso possa avere senso anche oggi?
Una valutazione può essere un primo momento per comprendere la tua situazione attuale, le difficoltà che incontri e ciò che vorresti ottenere nella tua comunicazione.
