“Al telefono balbetto molto
più che di persona.“
Per alcune persone il telefono è una delle situazioni comunicative più difficili. L’assenza del contatto visivo, i silenzi e l’attesa dell’altra persona possono cambiare profondamente il modo in cui viene vissuta una conversazione.
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Per alcune persone è una delle situazioni comunicative più difficili e non è difficile capire perché.
Quando telefoniamo, manca una parte importante della comunicazione non verbale, non vediamo il volto dell’altra persona, non sappiamo come sta reagendo, non possiamo leggere facilmente le sue espressioni e un silenzio può sembrare molto più lungo.
In questo articolo
- Quando manca ciò che normalmente possiamo vedere
- “E se pensa che non so cosa dire?”
- Il telefono non è soltanto un telefono
- E allora arriva l’evitamento
- Ma scegliere un messaggio non è sempre evitare

Quando manca ciò che normalmente possiamo vedere
In una conversazione faccia a faccia riceviamo continuamente informazioni, uno sguardo, un sorriso, un’espressione, un movimento della testa.
Al telefono, invece, molte di queste informazioni non sono disponibili, e durante un momento di difficoltà questo può lasciare più spazio all’interpretazione.
“E se pensa che non so cosa dire?”
Durante un blocco può comparire il pensiero:
“Devo parlare.”
“Sta aspettando.”
“Adesso penserà che sono strano.”
La pressione aumenta e una telefonata che dovrebbe essere una normale conversazione può trasformarsi in una situazione da controllare.
Il telefono non è soltanto un telefono
Per alcune persone, una chiamata può iniziare molto prima che qualcuno risponda, può iniziare quando:
- compare un numero sconosciuto;
- devi decidere se chiamare;
- prepari mentalmente cosa dire;
- pensi a come inizierà la conversazione;
- immagini cosa potrebbe accadere se ti blocchi.
Una telefonata può iniziare prima ancora di comporre il numero
A volte la parte più difficile non è soltanto la conversazione, può essere tutto ciò che accade prima.
E allora arriva l’evitamento
Prima eviti le telefonate meno importanti, poi quelle di lavoro, poi i numeri sconosciuti e quando puoi, scegli un messaggio.
Nel breve periodo può sembrare la soluzione più semplice, Il problema è che potresti non aver scelto davvero il messaggio, potresti aver scelto di evitare il rischio di balbettare.
Il possibile meccanismo:
Chiamata
Anticipazione
Evitamento
Sollievo
È importante fare una distinzione. Scrivere un messaggio invece di telefonare non è necessariamente un problema, può essere semplicemente una scelta. La domanda importante è:
Sto scegliendo questo messaggio perché è il modo in cui preferisco comunicare?
oppure:
Sto scegliendo questo messaggio perché sento di non potermi permettere di telefonare?
La differenza non sta nello strumento utilizzato, sta nella libertà di scegliere.
Come possiamo guardare diversamente alla situazione?
Una domanda può essere:
“Come faccio a non balbettare al telefono?”
Ma possiamo formularne un’altra:
“Come posso riuscire a vivere una telefonata senza che la paura di balbettare decida se posso farla?”
Questa seconda domanda non richiede necessariamente una comunicazione perfetta, richiede qualcosa di diverso.

Maggiore libertà
L’obiettivo non è necessariamente riuscire a fare ogni telefonata senza mai balbettare. Può essere riuscire a:
- fare quella chiamata;
- rispondere a un numero;
- chiedere un’informazione;
- parlare con un cliente;
- affrontare una telefonata importante.
Anche quando esiste la possibilità di balbettare, perché una comunicazione più libera non richiede necessariamente una comunicazione perfetta.
Richiede la possibilità di scegliere senza lasciare che la paura decida al posto nostro.
Eviti alcune telefonate per paura di balbettare?
Comprendere cosa rende il telefono una situazione più difficile può aiutarti a osservare meglio il rapporto tra balbuzie, anticipazione ed evitamento.
