Cos’è davvero
la balbuzie?

La balbuzie non è soltanto ciò che si sente. Per comprenderla davvero bisogna andare oltre il blocco e guardare all’esperienza della persona.

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Quando si parla di balbuzie, la prima immagine che viene in mente è spesso quella di una persona che ripete una sillaba:

“C-c-ciao.”

Oppure che rimane bloccata su una parola. È sicuramente una parte della balbuzie.

La balbuzie è un disturbo della fluenza del parlato che può manifestarsi attraverso ripetizioni di suoni o sillabe, prolungamenti e blocchi. Ma per comprendere davvero la balbuzie bisogna andare oltre ciò che l’interlocutore riesce a sentire. Perché due persone possono balbettare in modo simile e vivere la propria balbuzie in maniera completamente diversa.

Le manifestazioni più conosciute comprendono:

La persona può ripetere un suono, una sillaba o una parola. Per esempio:

“P-p-p-palla.”

Un suono può essere mantenuto più a lungo:

“sssscuola.”

La persona può sapere perfettamente cosa vuole dire, ma sperimentare un’interruzione nel flusso del parlato. La parola sembra essere “lì”, ma non riesce a uscire. Ed è proprio il blocco una delle esperienze che può risultare più frustrante.

“So cosa voglio dire, ma non riesco a dirlo.”

Questa frase racconta molto bene una parte dell’esperienza di chi balbetta. La difficoltà non significa non sapere cosa dire, non significa non conoscere la parola, non significa avere problemi a pensare.

La persona può avere perfettamente chiaro il messaggio che vuole comunicare e, contemporaneamente, sperimentare una difficoltà nella produzione del parlato.

E questo può essere difficile da spiegare a chi non ha mai vissuto la balbuzie.

Una delle caratteristiche della balbuzie è proprio la sua variabilità. Una persona può parlare in modo molto fluente in una determinata situazione e balbettare maggiormente in un’altra.
Può succedere durante:

  • una telefonata;
  • una presentazione;
  • una conversazione con una persona sconosciuta;
  • quando deve dire il proprio nome.
situazioni comunicative nelle balbuzie

E questo può generare una domanda:

“Se riesco a parlare bene qualche volta, perché non riesco a farlo sempre?”

Quando osserviamo una persona che balbetta, possiamo sentire:

  • ripetizioni;
  • prolungamenti;
  • blocchi.

Ma potremmo non vedere tutto ciò che accade contemporaneamente.

Potrebbero esserci:

  • paura di bloccarsi;
  • pensieri anticipatori;
  • tensione;
  • vergogna;
  • evitamento;
  • sostituzione di parole;
  • rinuncia a parlare;
  • difficoltà durante situazioni specifiche.

Per questo una valutazione non dovrebbe limitarsi alla domanda: “Quanto balbetti?”
Dovrebbe comprendere anche: “Che cosa significa per te balbettare?”

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui non esiste una soluzione identica per ogni persona. Per qualcuno la balbuzie può rappresentare un aspetto relativamente marginale della propria comunicazione.

Per qualcun altro può influenzare profondamente:

  • il lavoro;
  • le relazioni;
  • le telefonate;
  • le presentazioni;
  • la partecipazione alle conversazioni.

La stessa quantità di disfluenza può quindi avere un impatto completamente diverso su due persone.

Per noi di Oltre il Blocco, parlare di balbuzie significa proprio questo:

Guardare il parlato, certo, ma anche la persona che parla, le sue esperienze, le sue paure, le strategie che ha sviluppato, le situazioni che evita e soprattutto ciò che vorrebbe tornare a fare liberamente.

interazione all'aperto nella balbuzie

Perché la balbuzie non è soltanto un blocco,
è un’esperienza comunicativa
e per comprenderla davvero bisogna ascoltare tutto quello che c’è oltre il blocco.

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